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WHICH FUTURE FOR RETAIL SPACES?

March 2, 2021

#ACPVPOINTOFVIEW. | PATRICIA VIEL
[ITA in fondo alla pagina] The once vibrant shopping streets of many cities are becoming empty today, leaving a series of unused spaces to adapt to new purposes. We believe it is essential to transform these spaces in order to give new layers of identity to these urban spaces with a revamped retail concept. By becoming multifunctional spaces, these new commercial spaces would offer new experiences, emotions for customers, and new opportunities for a revitalized culture of enterprise.Only accelerated by the Covid-19 pandemic, the way we exchange goods and services have been changing fast – highlighting the new approaches of citizens towards consumption. The street level of shopping streets need to open up, connect and contaminate each other in an effort to create experiences of a different nature by bringing moments of cultural and educational exchange. Shopping areas need to take inspiration from the idea of a public “piazza” and Italian notions of using shared spaces. Brick-and-mortar retail spaces could once more become an appealing alternative to e-commerce by activating the social and behavioral dynamics of markets from the Middle Ages where musicians, jugglers, and acrobats came together to entertain people browsing the goods on display. Open public spaces and common areas on the street level could bring about a new model of urban livability, adding new peculiarities to each neighborhood from the city center to the peripheries. Stores and empty spaces should adapt to a variety of uses, to be flexible enough to host an exhibition, an event, or the presentation of a book. Just think of the Apple store of Piazza Liberty in Milan: a multipurpose space that was populated by young people even during the months of the pandemic.To achieve this goal in practice, a new regulatory framework and new management tools are crucial in facilitating the adjustment towards this new vision of using shared spaces. The city’s administrative bodies could incentivize the adoption of these new type of activities by creating an extensive city-wide calendar of events that engage both residents and visitors. Starting from the streets, from their unique qualities, and their potential to create opportunities for experiencing the urban environment in a new way could be the best path for the city’s post-pandemic recovery. Through this approach, Milan and other major cities could move forward with citizens, their stories and their desires as the driving force behind an urban regeneration that shapes a transgenerational and polycentric city.

[ITA]
QUALE FUTURO PER I LOCALI COMMERCIALI?
I locali ai piani terra di molte città si stanno svuotando, lasciando spazi inutilizzati che hanno bisogno di scoprire una nuova vita. Crediamo che sia fondamentale impiegarli per dare identità ai quartieri, partendo da un ripensamento del concetto di retail, affinché i negozi diventino spazi polifunzionali, capaci di offrire esperienze nuove e offrire opportunità a una nuova imprenditoria.

Si tratta di una direzione che è già stata tracciata e che la pandemia ha solo accelerato, rendendo evidente il cambiamento del rapporto tra cittadini e acquisto. I piani terra e gli spazi commerciali devono aprirsi, collegarsi e contaminarsi, offrendo esperienze di natura diversa, anche culturale e formativa. Prendendo ispirazione dalle piazze e dai mercati del Medioevo, quali luoghi di scambio popolati anche da musicisti e saltimbanchi, la “città di scambio” che si deve rigenerare non è necessariamente legata solo alla merce ma anche all’esperienza, divenendo una valido supporto e una opzione alternativa all’e-commerce. Lo spazio pubblico aperto e la permeabilità degli spazi collettivi al suolo degli edifici possono contribuire a un nuovo modello di vivibilità urbana, valorizzando le specificità dei singoli quartieri, dal centro alla periferia. Sia gli spazi vuoti che l’interno dei negozi in attività devono poter ospitare una mostra, un evento o la presentazione di un libro. Pensiamo, ad esempio, al negozio Apple in piazza Liberty a Milano: uno spazio polifunzionale frequentato dai giovani anche in mesi di pandemia.

Naturalmente, per raggiungere questo obiettivo è necessaria una revisione normativa e la creazione di nuovi strumenti di gestione del territorio: il Comune potrebbe incentivare un approccio a questo tipo di attività, generando, ad esempio, un palinsesto di eventi diffuso e capillare. Potrebbe essere questa la strada giusta per una ripresa della città: ripartire dalle strade e dalle loro diverse qualità e creare occasioni inedite per vivere l’ambiente urbano. Solo così le città e Milano potranno tornare a vestirsi di storie nuove e i desideri dei suoi abitanti saranno un volano per la ripresa, con la piena realizzazione di una città transgenerazionale e policentrica.
PATRICIA VIEL